martedì 15 ottobre 2013

Souvenir delle colline senesi


Il rumore dell’acqua che scorre lentamente dalla piccola cascata in piscina, il suono dei grilli e delle cicale, le verdi colline senesi, e un’amaca.

Avete presente il film "Io ballo da sola" di Bertolucci con Liv Tyler, ambientato in una casa colonica nella colline intorno Siena? Beh,  il panorama e' proprio quello e se non lo conoscete guardatelo perchè ne vale la pena.

Un angolo di paradiso a pochissimi chilometri da San Gimignano, famoso borgo medievale, caratterizzato dalle torri che svettano sul suo panorama , dichiarato patrimonio Unesco proprio per le sua particolare struttura architettonica.

Una passeggiata al tramonto tra le mura duecentesche:  il poggio della Torre, il castello vescovile, la collina di Montestaffoli, Porta San Giovanni, Porta San Matteo,  piazza del Duomo e piazza della Cisterna.
Turisti, soprattutto francesi e americani, si accalcano nei negozietti di prodotti tipici e artigianali.

Non può mancare una visita al museo del vino e della Vernaccia, situato nella Villa della Rocca di Montestaffoli. La Vernaccia è uno dei vini bianchi più apprezzati in tutto il mondo ed è stato anche il primo vino italiano a ricevere nel 1966 il marchio di Denominazione di Origine Controllata (DOC).

Il museo progettato dall'architetto Duccio Santini ed è gestito dall'Associazione Strada del Vino Vernaccia di San Gimignano, è un vero e proprio percorso esperienziale: dall'odore della vinaccia, alle immagini dell'uva che viene spremuta, al gorgoglio del vino che fermenta, alla degustazione.

Oltre alla Vernaccia si producono a San Gimignano anche il San Gimignano Rosso DOC,il San Gimignano Vin Santo Doc e diversi IGT della Toscana.
Ma parlando di vini e di colli senesi, non può mancare lui il Chianti, ripreso in un episodio di  Sherlock Holmes, citato nel film “Il Silenzio degli Innocenti”, e riprodotto nel primo capitolo del videogioco Deus Ex e nel videogioco  Mafia: The City of Lost Heaven.

Non mi soffermo sulle tecniche di produzione o altri aspetti tecnici, rifletto, invece, sulle sensazioni che un calice di buon chianti può regale, dal colore rosso rubino, con il suo odore intenso con un rimando al profumo di mammole, dal sapore sapido e al tempo stesso morbido e vellutato….

Per una degustazione ad arte io consiglierei di abbinarlo ad altri prodotti tipici, ma semplici da preparare della tradizione gastronomica toscana.

Dal mio soggiorno in provincia di Siena, invece della solita calamita, mi son portata una bottiglia di vino Campale chianti classico, salame di cinghiale, prosciutto toscano, pecorini, la finocchiona, e un bel pezzo di coppa.

Preparo un tagliere misto di affettati e pecorini con glassa di aceto balsamico e olive.
In un altro vassoio, una tris di bruschette: lardo di colonnato e finocchiona, burro e acciughe, e le classiche con i pomodorini, quest’ultime per controbilanciare i sapori intensi delle prime due.

Il tutto accompagnato ovviamente da un calice di Chianti.

Nessun commento:

Posta un commento